
Ecco qua siamo nel 2020, un anno che in molti vogliono dimenticare, io invece, mi ostino a vedere il lato positivo di tutto, perché sempre c’è anche se a volte ce lo dimentichiamo, sempre c’è! Positività alimenta positività.
Sono sicura che qualcosa da imparare c’è sempre e che in tutto ciò che è natura c’è un equilibrio, sconvolgimento, distruzione, ma equilibrio, un nuovo equilibrio che sempre, sempre è progresso. Il 2020 sarà un anno da ricordare, ma non solo per il covid, il virus ci sta solo ricordando che non siamo eterni, che dobbiamo fare i conti con noi stessi, ora, e non dobbiamo posticipare, ci ricorda che dobbiamo prenderci cura di noi stessi e del nostro corpo, del nostro cuore, ci ricorda quale sono le persone importanti della nostra vita, quelle che abbiamo voluto sentire nella quarantena, anche dopo anni che non sentivamo, quelle che abbiamo sentito vicine, se pur lontane da anni, quelle che ci hanno fatto sorridere e ci hanno dato un senso di speranza.
E questo non vi sembra abbastanza per definirlo progresso? La presa di coscienza non è un progresso? Io lo definirei il migliore dei progressi, anche se ci sentiamo in trambusto, in disarmonia, in dubbio, in precarietà, destabilizzati, beh quello che ci sta succedendo è potente, una destabilizzazione generale, dell’umanità, siamo in piedi su un materasso ad acqua cercando di rimanere in piedi; si apprendono così nuovi equilibri.
La natura si sconvolge e ci sconvolge per non “tornare alla normalità”, quella che ci lasciava vivere nella zona confort, quella che ci facevamo andar bene; si sconvolge il tutto per permetterci di riprogrammarci, di ristabilire dei parametri e delle priorità nella nostra vita, per ripulirci delle cose inutili che stavamo seguendo come assuefatti da ciò che normalmente fanno tutti, senza chiederci se era giusto per noi.
La natura, è lei che comanda, questo ce lo dimentichiamo spesso, è madre natura che comanda e noi lo dimentichiamo, dimentichiamo inoltre che noi siamo parte di lei, noi siamo lei.
Per questo motivo, in questi momenti di apparente reclusione, dove la vita ci dice di guardarci dentro, molti di noi, anche quelli che non hanno idea di cosa sia l’amore per la natura, vanno a cercarla, vogliono stare almeno qualche ora in mezzo al verde, ne hanno bisogno, la sfruttano per quelle poche ore, perché, inconsciamente, anche coloro che non la amano, sanno che lei rigenera, dà senza chiedere nulla a cambio, è gratuita e amorevole.
Ricordiamoci che siamo potenti e che dare ad altri la responsabilità della nostra vita è un po’ come permettere a qualcuno di condurre la nostra barca in balìa del vento cangiante. Facciamo un passo in avanti, appoggiati da madre natura e decidiamo di dirigere noi stessi, in primis, la nostra barca!